Il Centro Documentale Italiano della Palestina Storica (CEDITPAS) comunica l’iniziativa di sensibilizzazione e documentazione intrapresa durante la seduta del Consiglio Comunale di Piacenza del 6 ottobre.
Su ogni banco dei consiglieri comunali è stata depositata una copia del volume “I nomi della memoria del genocidio a Gaza”, un’opera di oltre mille pagine che cataloga le identità delle vittime palestinesi. Il libro, curato dal Presidente del CEDITPAS, Yassine Baradai – anche Segretario Nazionale dell’UCOII e membro della Comunità Islamica di Piacenza – è stato offerto come strumento di memoria e riflessione in un contesto istituzionale particolarmente significativo.
La consegna è avvenuta alla vigilia della discussione e successiva approvazione di una mozione sulla Palestina che, tra i suoi punti chiave, richiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina e un appello allo stop del genocidio in corso a Gaza.
Ad accompagnare il dono, una lettera personale del Presidente Baradai, indirizzata a tutti i consiglieri e consiglieri, nella quale si evidenziava il valore intrinseco dell’opera:
«Vi porto in dono questo libro, nel quale sono riportati cinquantottomilatrecentottantatré identità delle vittime del genocidio in corso a Gaza. La lista dei nomi non è purtroppo ancora terminata ed è nostro dovere contribuire a fermare questo elenco di nomi.
Vogliate in primis considerare che ogni nome è una vita, una storia, dei sogni che si sono interrotti; così come vogliate accettare questo libro come gesto privo di ogni polemica ma pieno di umanità.
Saremo grati a tutti voi per qualsiasi azione vorrete intraprendere per preservare gli innocenti e tutelare il diritto che si è costruito a fatica dopo l’ultima guerra mondiale.
Un sincero grazie e buon lavoro.»
Il CEDITPAS sottolinea come il volume “I nomi della memoria del genocidio a Gaza“ non sia solo un’opera letteraria, ma un documento storico essenziale per sottrarre le vittime dall’anonimato delle cifre. Offrendo il libro ai rappresentanti istituzionali di Piacenza, l’intento è stato quello di fornire un mandato di coscienza e incoraggiare azioni concrete a tutela dei diritti umani, richiamando l’attenzione sulla necessità di intervenire per fermare l’incessante perdita di vite innocenti.
La mozione è stata successivamente approvata dal Consiglio, segnando un importante passo istituzionale sulla questione.







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